Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

riposo

10 Dicembre, 2019 by admin

Sono tante le terapie da utilizzare in caso di traumi sportivi e non, farmacologiche, fisiche, manuali chinesiologiche, psicologiche…Ecco, nessuna di queste potrà avere successo se non accompagnata da un adeguato periodo di riposo, magari non assoluto, ma certamente in grado di limitare o escludere l’ utilizzo del segmento infortunato. In pratica se quel movimento ha provocato un trauma dovrò fare in modo di evitarlo fino alla gaurigione. Pensiamo soprattutto alle patologie da stress ripetitivo: una tendinopatia achillea provocata dalla corsa, una tendinopatia rotulea provocata dal salto o una tendinopatia di cuffia provocata da un lancio non potrà guarire se non escludendo quei movimenti. Si possono fare tutte le terapie possibili, ma il risultato senza il riposo, bene che vada, sarà un pareggio. Quello che si guadagna con le terapie si perde continuando ad allenarsi. Anzi, se le terapie senza riposo avranno poche probabilità di successo, al contrario il riposo senza terapie potrà essere decisivo. E allora, di fronte al paziente che si lamenterà per le scarse cure prescritte si dovrà rispondere “ti ho prescritto il riposo, è la cura più importante…”.

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whatsapp

8 Ottobre, 2019 by admin

E’ da tempo iniziata l’ era whatsapp, per cui una foto scattata con uno smart phone si può inviare in tempo reale a chiunque. E siccome si può fotografare di tutto, ecco che arrivano a tanti medici immagini radiologiche, referti, risultati di accertamenti per un parere ed un consiglio terapeutico. Grande idea! Non si perde tempo ad andare dal dottore per la visita, tutto quello che serve sta in quei files. E sapete qual è il bello? Sempre più colleghi stanno al gioco. Per stare al passo coi tempi naturalmente. Il contatto col paziente non serve più, con buona pace di tutti quei modelli che mettono il malato al centro del progetto sanitario. E allora, al di là del discutibile discorso etico, quante volte è capitato di vedere un’ esame radiografico e pensare “accidenti, brutto ginocchio, starà malissimo”, per poi visitare il paziente che tutto sommato invece sta benino e al contrario vedere un esame quasi normale col paziente che invece sta male. No, non sono d’ accordo, non si può svilire così la professione medica. Comunque io non ho whatsapp sul mio cellulare.

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tendinopatia rotulea in adolescente

28 Agosto, 2019 by admin

Paziente di 16 anni, giocatore di calcio col ruolo di portiere. Da due anni circa lamenta dolore alle ginocchia sotto sforzo che non gli impedisce gli allenamenti ma, importante, non gli permette di stare seduto a lungo. Alla fine dello scorso campionato trauma in iperflessione con forte dolore e sensazione acustica di un crac. Gli diagnosticano lo stiramento di un legamento e gli consigliano riposo nella pausa estiva. Ripresa degli allenamenti e dolore forte al ginocchio. Alla visita il dolore è sottorotuleo, non c’è alcun segno di instabilità nè di meniscopatia. Ovvio pensare al coinvolgimento del rotuleo, ma le immagini RM ci dicono che la situazione è anche peggiore del previsto: grave stato degenerativo del tendine all’ inserzione patellare. Pensandoci bene, ci sta! Due anni di dolore senza diagnosi e pertanto terapie, continuando con allenamenti anche giornalieri….Lo fermiamo e cerchiamo di capire quale possa essere la migliore strategia terapeutica possibile, non escludendo la chirurgia. Ah, dimenticavo di dire che la situazione del controlaterale è pressochè la stessa.

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Ca.s.l.i.t., un presidio nella coxartrosi

19 Giugno, 2019 by admin

Il significato è capsular stretching lavage injection tenotomy ed è una tecnica miniinvasiva per le patologie degenerative della femoro – acetabolare, consigliata nelle forme non troppo avanzate e comunque prima di una protesi. Si posiziona il paziente sedato su un lettino da trazione e si esegue una decoaptazione articolare (capsular stretching) per eliminare la retrazione fibrotica capsulare che sempre accompagna un’ artrosi e contribuisce alla riduzione dello spazio. Si procede poi sotto scopia al lavaggio con soluzione fisiologica ed all’ infiltrazione con acido ialuronico e/o cortisonico. Ultimo passaggio (non sempre necessario) la tenotomia del lungo adduttore, muscolo frequentemente contratto nelle patologie di anca.

Tempo della procedura 20 minuti circa.

Segue un periodo di circa 7 – 10 gg. di scarico dell’ arto e mobilizzazione cauta, poi la ripresa del cammino ed una mobilizzazione sempre più ampia per una trentina di giorni, fino al recupero il più ampio possibile del ROM.

Risultati incoraggianti, ovviamente non definitivi, nel senso che la durata dei benefici sul dolore e funzionalità ha una durata che può variare, ma in genere non minore di 18 – 24 mesi, condizionata ovviamente dal tipo di attività e dal peso corporeo.

Credo che, vista la minima invasività della procedura ed il rapido tempo di recupero, possa essere considerata una valida opzione prima di pensare ad una protesi

 

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