Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

fratture vertebrali

settembre 20th, 2018 by admin

Certo, quando si parla di fratture vertebrali si è sempre impauriti. La connessione con le strutture nervose del midollo fa sempre pensare ad un possibile problema neurologico, meglio trattarle con tutte le precauzioni. Vero, verissimo. Però di fratture vertebrali ce ne sono di tanti tipi e di diversi distretti. Allora, per quanta prudenza si voglia utilizzare, come si fa ad immobilizzare in corsetto e costringere a letto (o poco più) per 120 giorni un lieve avvallamento della limitante somatica superiore di L1 a 32 anni di età? Come si fa a non avere rispetto per una persona che per 4 mesi dovrà tribolare tanto. Per cosa? Per niente. Nnon ci sono rischi neurologici nè rischi di crollo. C’ è stato un evento traumatico importante, no osteoporosi. E’ il classico caso in cui l’ immobilizzazione, inutile per tutto quel tempo, produrrà molti più danni della frattura stessa. Torniamo allora al discorso dei protocolli. Frattura vertebrale: trattare con corsetto e riposo a letto per 100 – 130 giorni. Ma il tipo di frattura e l’ età del paziente e l’ evento traumatico non contano nulla? Evidentemente no, il protocollo non lo contempla. Bene, andiamo avanti così,  evitiamo la fatica di ragionare e non ci  prendiamo responsabilità. Permettetemi però un messaggio per tutti quelli che si attengono ai protocolli in una professione come quella sanitaria in cui tutti sbandierano lo slogan del “paziente prima di tutto”, dei modelli “bio – psico – sociali” e menate varie: CAMBIATE MESTIERE!

Sì, sono un pò arrabbiato, ma stamattina ad un controllo di frattura somatica con lieve avvallamento di L1 un mio paziente di 32 anni , dopo 90 giorni estivi passati a letto con corsetto ad imprecare  si è sentito dire che doveva continuare altri 30 giorni.

P.S.: io non lo avrei nemmeno messo il corsetto.

Posted in traumatologia e rieducazione | No Comments »

lussazione di spalla e…

luglio 12th, 2018 by admin

 

Tutti conoscono la lussazione scapolo – omerale. E’ la più frequente tra le lussazioni delle grandi articolazioni. Dopo la riduzione si immbilizza per due – tre settimane, quindi recupero articolare e muscolare e successiva valutazione per un’ eventuale chirurgia. Nella maggior parte dei casi, oltre al danno articolare, non si hanno lesioni associate. In questo caso, dopo un trauma iniziale neanche troppo violento ed una lussazione che ha richiesto il trasporto in ospedale per la riduzione, l’ esame RM ha evidenziato anche un danno alle fibre superiori del tendine del sottoscapolare. La testa dell’ omero, spostandosi anteriormente con grande violenza, ha provocato una lesione dapprima della capsula anteriore, poi del sottoscapolare, il cui tendine per inserirsi sul trochine decorre proprio di fronte alle strutture  capsulari e ne costituisce in pratica un rinforzo. In questo caso preferisco un tempo di immobilizzazione un pò più lungo e credo comunque che questa spalla dovrà essere sottoposta ad intevento di stabilizzazione, pur trattandosi di un primo episodio.

Posted in traumatologia e rieducazione | No Comments »

edema midollare osseo

marzo 29th, 2018 by admin

 

Con l’ utilizzo sempre crescente della RM si sta configurando spesso una diagnosi poco frequentc fino a qualche anno fa,  l’ edema osseo. Non visibile al comune esame radiografico, può essere post traumatico ed in questo caso lo troviamo in qualsiasi parte dell’ osso, oppure atraumatico ed allora riguarda sempre l’ osso subcondrale. Cosa succede? In pratica l’ osso, sottoposto a stress (la degenerazione condrale provoca sempre alterata distribuzione dei carichi sul sottostante tessuto osseo) può subire un’ alterazione della microcircolazione con stravaso di liquidi (edema) e pertanto del metabolismo, perde calcio e diventa fragile sviluppando così delle vere e proprie microfratture che clinicamente si traducono nel sintomo dolore. Non sempre il dolore significa edema visibile, a volte la risonanza lo mostra dopo qualche settimana. Terapia: scarico articolare, magnetoterapia, neridronati. L’ evoluzione può anche essere molto lunga. Conclusione: pensare sempre ad un edema midollare osseo in quei casi di dolore articolare insorto senza causa apparente oppure dopo trauma anche lieve…

Posted in traumatologia e rieducazione | No Comments »

gonartrosi, chi vuol capire…

gennaio 21st, 2018 by admin

 

Capita tutti i giorni. Pazienti con dolore al ginocchio per la patologia degenerativa articolare più comune, l’artrosi. Ecco, a mio avviso tre sono i cardini per limitarne l’ evoluzione, uno semplice, gli altri due talmente semplici da diventare difficili. Mi spiego. Il primo consiste nella terapia infiltrativa, acido ialuronico, prp, adipociti, in ogni caso un’ iniezione intraarticolare. Qualche minuto e tutto fatto! Semplicissimo, ma è solo uno dei tre cardini e da solo non basta. Gli altri? Controllo del peso corporeo e tonificazione muscolare. Più facile di così! Si fa anche da soli, non provoca dolore o effetti collaterali, non richiede ricoveri o sedute terapeutiche. Che succede? Manca la voglia, la convinzione, si desidera qualcosa che metta a posto tutto, senza impegnarsi. E allora meglio la chirurgia, anche grazie alle promesse di tanti colleghi (sicuramente in buona fede). Ma quale chirurgia se non si regolarizza il peso corporeo e non si rinforza la coscia? Io ci provo a farli riflettere sul fatto che dopo la protesi non c’ è più nulla da fare e forse vale la pena tentare di evitarla o di posticiparla. Ma è tutto così semplicemente difficile!

Posted in il mio parere su... | No Comments »

« Previous Entries