Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

traumi muscolari

Gennaio 29th, 2020 by admin

Ci sono traumi che sfuggono ad una precisa tempistica in termini di recupero agonistico, sono quelli muscolari. Vero, sono state fatte tante classificazioni con l’ aiuto di metodi di imaging, ultima la risonanza, ma una precisa coincidenza tra la scomparsa di segni di lesione e la guarigione completa ancora non c’è. In ambedue i sensi: l’ ecografia si normalizza prima, la risonanza dopo il recupero. E i tests in campo? Sbagliato basarsi su di loro. Un test, per quanto massimale, è sempre controllato mentalmente ed non ha mai quelle caratteristiche di imprevedibilità che possono manifestarsi in gara. E allora? Allora mai come in questo caso occorre sensibilizzare l’ atleta, spiegargli che la decisione finale spetta a lui, alle sue percezioni, alla sua sensibilità, alla sua testa. Il comfort psicofisico dovrà essere totale, nessun anche minimo messaggio negativo da quel muscolo, convinzione di perfetta e completa guarigione. Alla faccia di imaging e tests….

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riposo

Dicembre 10th, 2019 by admin

Sono tante le terapie da utilizzare in caso di traumi sportivi e non, farmacologiche, fisiche, manuali chinesiologiche, psicologiche…Ecco, nessuna di queste potrà avere successo se non accompagnata da un adeguato periodo di riposo, magari non assoluto, ma certamente in grado di limitare o escludere l’ utilizzo del segmento infortunato. In pratica se quel movimento ha provocato un trauma dovrò fare in modo di evitarlo fino alla gaurigione. Pensiamo soprattutto alle patologie da stress ripetitivo: una tendinopatia achillea provocata dalla corsa, una tendinopatia rotulea provocata dal salto o una tendinopatia di cuffia provocata da un lancio non potrà guarire se non escludendo quei movimenti. Si possono fare tutte le terapie possibili, ma il risultato senza il riposo, bene che vada, sarà un pareggio. Quello che si guadagna con le terapie si perde continuando ad allenarsi. Anzi, se le terapie senza riposo avranno poche probabilità di successo, al contrario il riposo senza terapie potrà essere decisivo. E allora, di fronte al paziente che si lamenterà per le scarse cure prescritte si dovrà rispondere “ti ho prescritto il riposo, è la cura più importante…”.

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whatsapp

Ottobre 8th, 2019 by admin

E’ da tempo iniziata l’ era whatsapp, per cui una foto scattata con uno smart phone si può inviare in tempo reale a chiunque. E siccome si può fotografare di tutto, ecco che arrivano a tanti medici immagini radiologiche, referti, risultati di accertamenti per un parere ed un consiglio terapeutico. Grande idea! Non si perde tempo ad andare dal dottore per la visita, tutto quello che serve sta in quei files. E sapete qual è il bello? Sempre più colleghi stanno al gioco. Per stare al passo coi tempi naturalmente. Il contatto col paziente non serve più, con buona pace di tutti quei modelli che mettono il malato al centro del progetto sanitario. E allora, al di là del discutibile discorso etico, quante volte è capitato di vedere un’ esame radiografico e pensare “accidenti, brutto ginocchio, starà malissimo”, per poi visitare il paziente che tutto sommato invece sta benino e al contrario vedere un esame quasi normale col paziente che invece sta male. No, non sono d’ accordo, non si può svilire così la professione medica. Comunque io non ho whatsapp sul mio cellulare.

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tendinopatia rotulea in adolescente

Agosto 28th, 2019 by admin

Paziente di 16 anni, giocatore di calcio col ruolo di portiere. Da due anni circa lamenta dolore alle ginocchia sotto sforzo che non gli impedisce gli allenamenti ma, importante, non gli permette di stare seduto a lungo. Alla fine dello scorso campionato trauma in iperflessione con forte dolore e sensazione acustica di un crac. Gli diagnosticano lo stiramento di un legamento e gli consigliano riposo nella pausa estiva. Ripresa degli allenamenti e dolore forte al ginocchio. Alla visita il dolore è sottorotuleo, non c’è alcun segno di instabilità nè di meniscopatia. Ovvio pensare al coinvolgimento del rotuleo, ma le immagini RM ci dicono che la situazione è anche peggiore del previsto: grave stato degenerativo del tendine all’ inserzione patellare. Pensandoci bene, ci sta! Due anni di dolore senza diagnosi e pertanto terapie, continuando con allenamenti anche giornalieri….Lo fermiamo e cerchiamo di capire quale possa essere la migliore strategia terapeutica possibile, non escludendo la chirurgia. Ah, dimenticavo di dire che la situazione del controlaterale è pressochè la stessa.

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