Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

edema midollare osseo

marzo 29th, 2018 by admin

 

Con l’ utilizzo sempre crescente della RM si sta configurando spesso una diagnosi poco frequentc fino a qualche anno fa,  l’ edema osseo. Non visibile al comune esame radiografico, può essere post traumatico ed in questo caso lo troviamo in qualsiasi parte dell’ osso, oppure atraumatico ed allora riguarda sempre l’ osso subcondrale. Cosa succede? In pratica l’ osso, sottoposto a stress (la degenerazione condrale provoca sempre alterata distribuzione dei carichi sul sottostante tessuto osseo) può subire un’ alterazione della microcircolazione con stravaso di liquidi (edema) e pertanto del metabolismo, perde calcio e diventa fragile sviluppando così delle vere e proprie microfratture che clinicamente si traducono nel sintomo dolore. Non sempre il dolore significa edema visibile, a volte la risonanza lo mostra dopo qualche settimana. Terapia: scarico articolare, magnetoterapia, neridronati. L’ evoluzione può anche essere molto lunga. Conclusione: pensare sempre ad un edema midollare osseo in quei casi di dolore articolare insorto senza causa apparente oppure dopo trauma anche lieve…

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gonartrosi, chi vuol capire…

gennaio 21st, 2018 by admin

 

Capita tutti i giorni. Pazienti con dolore al ginocchio per la patologia degenerativa articolare più comune, l’artrosi. Ecco, a mio avviso tre sono i cardini per limitarne l’ evoluzione, uno semplice, gli altri due talmente semplici da diventare difficili. Mi spiego. Il primo consiste nella terapia infiltrativa, acido ialuronico, prp, adipociti, in ogni caso un’ iniezione intraarticolare. Qualche minuto e tutto fatto! Semplicissimo, ma è solo uno dei tre cardini e da solo non basta. Gli altri? Controllo del peso corporeo e tonificazione muscolare. Più facile di così! Si fa anche da soli, non provoca dolore o effetti collaterali, non richiede ricoveri o sedute terapeutiche. Che succede? Manca la voglia, la convinzione, si desidera qualcosa che metta a posto tutto, senza impegnarsi. E allora meglio la chirurgia, anche grazie alle promesse di tanti colleghi (sicuramente in buona fede). Ma quale chirurgia se non si regolarizza il peso corporeo e non si rinforza la coscia? Io ci provo a farli riflettere sul fatto che dopo la protesi non c’ è più nulla da fare e forse vale la pena tentare di evitarla o di posticiparla. Ma è tutto così semplicemente difficile!

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sports hernia

gennaio 2nd, 2018 by admin

Esiste? E’ un’ entità clinica reale? Io non lo so e penso sia difficile saperlo, visto che non ci sono tests  specifici ed accertamenti diagnostici da eseguire. I tests sono quelli che troviamo positivi in una generica pubalgia ed ecografia, risonanza e tanto meno radiografia o tomografia non ci sono di aiuto. D’ altra parte spesso non si tratta di lesione anatomica (a volte si parla di danno dell’ inserzione pubica degli obliqui), ma di debolezza della parete posteriore del canale inguinale, la fascia del muscolo trasverso. Impossibile accertarla direttamente. E allora? Io credo sia una diagnosi di esclusione. In una patologia complessa come la pubalgia, quando non si trova nulla e le terapie falliscono spunta la sports hernia. La soluzione è chirurgica e l’ intervento a volte è risolutivo. A volte, perché capita anche che la situazione non migliori. Quasi viene spontaneo chiedersi quanti meriti abbia il periodo di riposo post – operatorio nei casi risolti…Sarà forse per questo motivo che le più recenti classificazioni del dolore inguinale da sport non contemplano la “sports hernia”.

 

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un bel (si fa per dire) trauma

novembre 24th, 2017 by admin

 

                            

 

Mi era già capitato qualche anno fa, ma allora lo avevo visto dopo operato. Stavolta  subito dopo il trauma. Cosa? Un ginocchio che è riuscito a rompere contemporaneamente legamento crociato anteriore, legamento collaterale mediale e…tendine rotuleo. Come? Distorsione in un cambio di direzione a basket, meccanismo traumatico frequente, ma mai così devastante. L’ altro ginocchio era di uno sciatore che, nel corso di una gara, aveva inforcato un paletto ed era ruotato su sé stesso senza che l’ attacco si sganciasse. Un evento che giustifica l’ entità del danno. Va bene. Programmato intervento in due tempi: prima tenorrafia del rotuleo, immobilizzazione per 20 gg., poi rieducazione fino al recupero completo del rom e di un buon tono – trofismo muscolare. In questo periodo anche il legamento collaterale avrà la possibilità di ripararsi. Quindi ricostruzione del l.c.a. e nuova rieducazione. Tempi previsti per recupero sportivo: 8 – 9 mesi. Pronto per la prossima stagione agonistica.

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