Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

terrorismo…

Settembre 27th, 2010 by admin

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Visito una paziente, una signora di cinquanta anni che mi racconta questa storia: “circa tre mesi fa, dopo una passeggiata a piedi nudi sulla spiaggia ho cominciato ad avvertire un fastidio al tendine d’ Achille ds.; dopo qualche giorno, visto che non passava, ho consultato il medico di famiglia che mi ha consigliato un’ ecografia e… apriti cielo! Il radiologo mi ha detto che è un miracolo che il tendine non si fossea ancora rotto, che dovevo stare molto attenta e consultare subito lo specialista da lui indicato. Impaurita, ho cominciato a zoppicare per tutelare la parte lesa, ho fatto la visita consigliata cui è seguita la prescrizione di una risonanza magnetica urgente ed infine il responso: bisogna operare subito per prevenire la rottura. Ora, capisce, sono terrorizzata, sto attenta ad ogni movimento, sono fortemente limitata nella mia vita quotidiana, cerco addirittura di non guidare! Possibile che non ci sia alternativa all’ intervento dato che attualmente non posso permettermi di lasciare il lavoro? Possibile che sia così grave la situazione quando fino a tre mesi fa non avevo alcun disturbo?”. In effetti il tendine era un po’ ingrossato e si palpava un nodulo a tre-quattro cm. dall’ inserzione, reperto visibile anche agli esami effettuati, ma attualmente poco dolente e per il resto integro e ben strutturato; quello che mi ha colpito è stato il notevole ipotono-trofismo del polpaccio, l’ assoluto rifiuto di provare a sollevarsi sulla punta del piede e la zoppia.; allora le ho detto che anche un tendine disastrato non può rompersi per camminare, che continuando a risparmiarlo avrà problemi veri e che non ci sono i motivi per una chirurgia “preventiva”. La terapia: calzature con un tacco di 5-6 cm., esercizi di rinforzo del polpaccio con elastico, onde d’ urto e soprattutto tranquillità: dopo una settimana la signora aveva se non altro ripreso a camminare correttamente e guidare e sta naturalmente continuando la terapia. La morale? Beh, in genere un sanitario dovrebbe cercare di risolvere i problemi del paziente, non di creargliene!

Posted in traumatologia e rieducazione

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