Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

il sollevamento della gamba tesa

Dicembre 16th, 2009 by admin

straight leg raise

 Da tempo sostengo che il sollevamento della gamba tesa per il recupero del quadricipite è un esercizio poco efficace perché in effetti, accanto alla contrazione isometrica del solo retto femorale, si ha una importante contrazione isotonica (durante il sollevamento) ed isometrica (durante il mantenimento dell’ arto sollevato) dell’ ileo – psoas, tanto maggiore se si applicano pesi alla caviglia. Di fatto questa esercitazione è una flessione dell’ anca: si spiega così il frequente dolore inguinale che molti pazienti lamentano. Nel lavoro riportato in seguito si evidenziano poi i possibili effetti negativi sulla colonna lombare, origine dello psoas. Una contrazione isometrica del quadricipite senza sollevamento dell’ arto inferiore è senza dubbio molto più efficace e selettiva e di sicuro evita possibili problemi al rachide, pertanto io consiglio questo tipo di esercizio nelle prime fasi del recupero post-trauma o post- intervento o nelle patologie dell’ apparato estensore del ginocchio.
“ Nella prassi riabilitativa degli arti inferiori, l’esercizio “straight leg raise” (SLR) è da molti anni considerato di comune impiego per il recupero del tono-trofismo che il quadricipite femorale ha perso durante il mancato utilizzo o l’immobilizzazione. Esso consiste in numerosi sollevamenti da terra della gamba infortunata mantenendo il ginocchio esteso. Dalla letteratura in nostro possesso risulta chiaro come, nell’esecuzione di questa flessione dell’anca, vi sia un’importante attivazione del muscolo ileopsoas, maggiore di quella del muscolo quadricipite, che in realtà partecipa soltanto con il retto femorale, unico capo biarticolare. Allo stesso tempo, però, emerge anche come vi sia, in letteratura, grande discordia sull’azione che l’ileopsoas, e in particolare lo psoas maggiore, svolge a livello della sua origine, la colonna lombare. Numerosi modelli biomeccanici hanno tentato di simulare la dinamica della colonna lombare in risposta ad una contrazione dello psoas e molti sono concordi nell’affermare che essa subisce un aumento della sua lordosi fisiologica con importanti forze di taglio anteriori, applicate soprattutto a livello L5-S1, e carichi in compressione sui dischi intervertebrali. Nel caso dello SLR tutto ciò avviene soltanto da un lato ed agli eventi sopra descritti si deve aggiungere anche un aumento della mobilità dell’articolazione sacro-iliaca. D’altra parte è ampiamente riconosciuto come lo SLR test sia un utile strumento diagnostico la cui positività è segno di patologie del rachide lombare, quali sciatalgie o ernie del disco. Altri studi sembrano invece incoraggiare il potenziamento dell’ileopsoas, rilevando come esso sia responsabile della stabilità della colonna lombare. Non si può dunque affermare con certezza se l’allenamento di questo muscolo possa arrecare al rachide lombare danni o benefici; ciò che possiamo affermare invece è che lo SLR non è un esercizio specifico per il quadricipite femorale”
di Marco Infelisi
Dottore in Scienze Motorie
Dottore in Fisioterapia

Posted in traumatologia e rieducazione

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