Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

ancora lombalgia

Febbraio 20th, 2009 by admin

postura lombalgia 

Vorrei fare alcune considerazioni personali, derivate dall’esperienza quotidiana, dal contatto giornaliero con i pazienti, dal leggere ogni tanto qualcosa e dalla fortuna di lavorare con dei ragazzi dai quali ho imparato molto.
Parliamo intanto di un controsenso: la percentuale di popolazione che ha avuto esperienza di lombalgia è arrivata all’ 85% con aumento della tendenza alla cronicizzazione e non solo, l’ età di insorgenza si è abbassata.
Controsenso perché sulle patologie del rachide si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto, sono nate scuole di pensiero, si sono utilizzate tutte le terapie e le figure sanitarie possibili: farmaci, infiltrazioni, agopuntura, terapie fisiche, fisioterapisti, osteopati, chiropratici, massaggiatori, chinesiologi, posturologi, ortodonzisti,
reflessologi, omeopati, pranoterapeuti, santi e santoni… e si è arrivati ad un’ aumentata incidenza!
La lombalgia implica la rottura di un equilibrio, ma il motivo spesso ci sfugge tanto è vero che definiamo la stragrande maggioranza dei casi “aspecifici”, nonostante mezzi diagnostici e tecniche di valutazione posturale accuratissimi e capaci di svelare qualsiasi “squilibrio”.
Ma cos’è uno squilibrio? Un’ asimmetria del bacino, una dismetria degli arti inferiori o una disfunzione della temporo – mandibolare sono sempre squilibri e soprattutto, sono la causa della lombalgia?
Facciamo il punto: patologia in aumento anche in età giovanili, aspecifica nella maggioranza dei casi, buone probabilità di cronicizzazione.
Torniamo alle basi: l’ anatomia ci dice che la colonna ha della curvature ideali mantenute dall’ azione muscolare; la fisiologia ci dice che l’apparato locomotore va incontro ad un processo di invecchiamento che può essere più o meno veloce (dipende molto da noi); la biomeccanica ci dice che certe attività fatte in modo scorretto ed il sovrappeso aumentano il carico sui dischi lombari; tutto questo sì, è scientificamente provato e significa che la lombalgia aspecifica può essere prevenuta, ecco la vera terapia.
A cominciare dalla scuola e dai centri di avviamento allo sport, insegnando ai bambini le regole base: come sedere, come alzarsi, come e dove dormire, come portare o sollevare un peso, come sia dannoso stare sempre seduti e fumare, come muoversi correttamente, come esercitare certi muscoli; ed insegnando ai genitori i rischi del sovrappeso e della sedentarietà.
E ancora prevenzione, stavolta secondaria per evitare che l’attacco acuto di lombalgia, che stavolta sì, può giovarsi di tutte le forme classiche o alternative di terapia, possa cronicizzare.
Le regole sono le stesse, ma è molto più difficile far cambiare abitudini ad un adulto, ecco perché un approccio terapeutico fondato su consigli ergonomici, attività fisica e dieta spesso fallisce miseramente; oggi il paziente è pigro, stressato, vuole soluzioni comode, non mettersi in tuta e sudare, per non parlare poi di tutte la rachialgie su base psicologica….
Ma anche qui, forse siamo noi a sbagliare, a non essere convincenti, soprattutto a non spiegare che stiamo cercando di allenare e come per tutti gli allenamenti ci vorrà del tempo e forse all’inizio ci sarà qualche “doloretto” in più.
Quante volte il paziente, poco convinto e preoccupato da questo “doloretto” cerca altri pareri e si sente dire “per carità sospendi tutto!”; non aspetta altro, ma sarà condannato alla lombalgia!
Fare un po’ di cyclette, mettere le gambe sopra una sedia, esercitare gradualmente gli addominali ed allungare la muscolatura posteriore non può far male alla schiena.
Conclusioni: l’ approccio terapeutico alla lombalgia aspecifica recidivante o cronica deve necessariamente mirare al riequilibrio corporeo, questa è l’ unica evidenza scientifica che abbiamo.
E’ fondamentale la prevenzione primaria in età scolare.
L’ attacco acuto può avvalersi di molte terapie e regredire, ma il vero obiettivo del trattamento deve essere la prevenzione della cronicizzazione.

Posted in traumatologia e rieducazione

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