Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

idroterapia nella rieducazione della caviglia

Aprile 23rd, 2008 by admin

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Con il termine idroterapia si indica una terapia basata sul movimento in acqua.
E’ l’insieme delle tecniche di trattamento eseguite in acqua riscaldata a fini terapeutici.

L’acqua possiede importanti qualità fisiche:
– la spinta di Archimede (galleggiamento)
– la pressione idrostatica
– la viscosità.
Queste caratteristiche agiscono rispettivamente sul carico, sul riassorbimento degli edemi, sul rilassamento muscolare e sulla resistenza opposta ai movimenti del corpo.
La spinta di Archimede rappresenta la differenza più importante tra l’ambiente acquatico e quello terrestre in quanto permette di svolgere i movimenti con carico parziale o nullo.
La pressione esercitata dall’acqua agisce sul flusso circolatorio linfatico favorendo la riduzione degli edemi.
Una temperatura superiore ai 30°C produce rilassamento muscolare, migliorando la circolazione e, insieme allo stimolo pressorio, agisce sulla percezione del dolore aumentandone la soglia.
L’effetto della viscosità infine, influisce sulla resistenza opposta dall’acqua ai movimenti. Il segmento spostato, quindi, troverà una resistenza proporzionale all’accelerazione con la quale si muove.
I benefici dati dall’acqua influiscono sui sistemi muscolo-scheletrico, cardiovascolare, nervoso e respiratorio.

L’idroterapia viene associata al trattamento riabilitativo a secco o utilizzata come trattamento unico; è indicata quando l’obiettivo riabilitativo è quello di svolgere esercizi in scarico parziale o totale al fine di eseguire movimenti che a secco risulterebbero difficili o impossibili da effettuare.

L’idroterapia è consigliata sia in campo ortopedico che neurologico. Nel primo caso il trattamento in acqua può essere iniziato in una fase precoce evitando l’instaurarsi di complicanze date dall’immobilità prolungata.
La vasca da noi utilizzata misura 10 per 6 m., la profondità varia da 80 cm a 2,30 m.
La temperatura è mantenuta costantemente tra i 32° ed i 34°.
Non è necessario saper nuotare.
Nel caso specifico di trauma alla caviglia l’idroterapia ha l’obiettivo di:
– consentire una graduale progressione del carico;
– innalzare la soglia del dolore;
– migliorare la mobilità articolare;
– rilassare la muscolatura;
– provocare vasodilatazione e migliorare il drenaggio;
– aumentare la componente neuro-muscolare;
– influenzare positivamente la componente psicologica del paziente.
L’idroterapia può essere proposta immediatamente dopo o in concomitanza con il trattamento manuale in assenza di carico, a carico parziale e come supporto alla ripresa dell’attività sportiva.

QUANDO SI RICHIEDE UN LAVORO IN ASSENZA ASSOLUTA DI CARICO:

Esercizi di mobilizzazione, vascolarizzazione, propriocezione e rinforzo.
Esercizi proposti:
– Mobilizzazione dell’articolazione tibio-tarsica da seduto, in scarico (mobilizzazione attiva della tibio-tarsica in flessione dorsale e plantare, mobilizzazione T.T. con tavoletta, mobilizzazione T.T. e propriocezione con tavola galleggiante);
– Posture per il tricipite surale con ausili (allungamento con ausilio di tubo da seduta);
– Posture per il tibiale anteriore e strutture anteriori di caviglia e gamba con galleggianti (allungamento con galleggiante (ruota verde), in piedi sull’altro arto);
– Mobilizzazione, propriocezione e rinforzo con tavole galleggianti e propriocettive (esercitazione bipodalica e monopodalica da seduta con tavola galleggiante (tenuta isometrica in flessione dorsale e plantare per qualche secondo);
– Contrazioni isometriche per i muscoli della gamba (es. tibiale anteriore e tricipite) e della coscia in acqua profonda senza e con ausili (esercizi con contrazioni isometriche ed isotoniche in acqua profonda per quadricipite femorale ed adduttori ad arto libero e poi con ausilii);
– Mobilizzazione passiva dell’articolazione t.t. con pinna, in acqua profonda;
– Mobilizzazione generale degli arti inferiori in acqua profonda con cintura galleggiante (corsa con mani al corrimano e senza appoggio delle mani);
– Corsa contro pompa soffiante in acqua profonda.

QUANDO SI RICHIEDE UN LAVORO DI RIPRISTINO GRADUALE DEL CARICO:

Rieducazione graduale alla corretta deambulazione, stabilizzazione dinamica e recupero di schemi motori complessi.
Esercizi proposti:
– Cammino in acqua alta (120-130 cm);
– Cammino con aumento delle difficoltà di equilibrio (es. cammino su una linea in avanti e all’indietro) con attenzione agli appoggi del piede;
– Sezione del passo e riproduzione di particolari sequenze;
– Esercitazioni propriocettive bipodaliche e monopodaliche a diversi gradi di immersione (130 cm e poi ad 80 cm) su tavolette instabili;
– Propriocettiva dinamica con ausili (esercitazione dinamica in acqua profonda con tavola galleggiante e cammino con la stessa in acqua alta);
– Rinforzo muscolare con lavoro sulle andature (cammino sugli avampiedi e sui talloni);
– Rinforzo specifico (esercitazioni per il tricipite prima bipodaliche e poi monopodaliche sullo scalino in acqua profonda);
– Coordinazione neuro-muscolare sempre più complessa (es. equilibrio su tavoletta propriocettiva in acqua bassa senza ausilio delle braccia ad occhi aperti e ad occhi chiusi; coordinazione con gli arti superiori come ad es. durante il lancio di una palla alla parete);
– Corsa in acqua alta (in carico);
– Saltelli bipodalici e poi monopodalici;
– Balzi con cambi di direzione.

Il mezzo “acqua” rappresenta un valido supporto nel recupero post-traumatico della caviglia, ma anche qui, come a secco, è importante una somministrazione funzionale dei carichi.
Il grado di immersione, la posizione del corpo, l’ampiezza e la velocità di movimento, la tipologia dell’attrezzo e la sua posizione, sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano l’esercizio e lo rendono specifico.
Per ottenere i risultati prefissati, l’idroterapia deve dunque rispondere a determinate caratteristiche: essere eseguita in AMBIENTE IDONEO ed organizzata rispettando sempre il PRINCIPIO della SPECIFICITA’ e della PROGRESSIVITA’ dell’esercizio.

Posted in traumatologia e rieducazione

One Response

  1. gian

    vorrei chiederle se per cortesia e se nn la disturbo più di tanto, di indicarmi dei validi esercizi da effettuare sulla spiaggia per rinforzare le caviglie e i muscoli (tibiali e peronieri). Grazie mille aspetto una sua risposta.

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