Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

una decisione difficile

Novembre 25th, 2011 by admin

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  Stremati dalle fatiche congressuali di Reggio Calabria io e il dr Giorgio Caraffa eravamo ad un bivio. Casualmente avevamo portato con noi l’ attrezzatura subacquea, altrettanto casualmente avevamo chiesto al Presidente del convegno prof Panuccio di trovarci un accompagnatore con una barca e, non ci crederete, quel giorno il sig. Bruno era libero. Decisione difficilissima: partecipare alla sessione pomeridiana incentrata sulle modalità di risparmio del budget oppure farsi una pescatina nelle splendide acque dello stretto di Messina? A malincuore, veramente a malincuore abbiamo optato per la seconda possibilità ed abbiamo trascorso un pomeriggio in mare. Ancora oggi ci chiediamo: avremo sbagliato?

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uno sciatore sfortunato

Novembre 5th, 2011 by admin

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A proposito di casi clinici quasi unici e comunque il primo nella mia esperienza voglio proporne uno che mi è capitato pochi giorni fa. Un ragazzo di 18 anni, sciatore agonista, durante un allenamento di slalom gigante urta col ginocchio destro un paletto di una porta a 60 – 70 all’ora di velocità, cade e l’ attacco destro non si sgancia. Accompagnato in un ospedale della zona viene sottoposto ad esame Rx (negativo anche se a ben guardare si notava un frammento intraarticolare), quindi dimesso con una stecca gessata. Lo visito appena rientrato a casa (era in Austria) ed il ginocchio è veramente brutto: gonfio, tumefatto nei tessuti molli, con un’ evidente ecchimosi diffusa, completamente estraneo al controllo muscolare e, per quanto mal valutabile, molto instabile. La faccio breve, l’ esame Rm subito effettuato rivela: rottura del tendine rotuleo, distacco osteocondrale dal condilo femorale mediale, rottura del legamento crociato anteriore, del punto d’ angolo postero-esterno e del legamento collaterale mediale! Come può essere successo tutto questo? La mia ipotesi è che l’ urto contro il paletto abbia rotto il tendine ed il ginocchio, una volta svincolato da questo freno, abbia ceduto; l’ attacco che non sgancia a 70 all’ ora ha fatto il resto. Ora si procederà alla chirurgia in due tempi: dapprima la riparazione del tendine rotuleo e la successiva riabilitazione, poi la ricostruzione capsulo-legamentosa e la nuova riabilitazione. Tempi molto lunghi, ma si farà di tutto perché il ragazzo torni a sciare!

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medici manager?

Ottobre 24th, 2011 by admin

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Ho partecipato pochi giorni fa al congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione a Reggio Calabria ed ho avuto la conferma ufficiale della nascita di una nuova moda in campo sanitario: il medico manager. Non si discute più di casi clinici, di nuove terapie, di studi sperimentali. No! Si parla di budget, di management, di strategie amministrative, di gestione delle risorse umane, di lettura dei bilanci e devo dire la verità, la cosa non è ridicola, è allarmante! Gente che ha una laurea in Medicina e Chirurgia, non in Economia Aziendale e lavora da anni in Ospedale o in Clinica con l’ unica incombenza finanziaria di controllare ogni mese l’ esattezza della propria busta paga deve amministrare soltanto i propri pazienti. Qualcuno però ha deciso che non va bene, oggi si devono contemporaneamente salvaguardare bilancio e salute e come sempre avviene si fanno male tutte e due le cose! Comunque mi sono iscritto ad un convegno di economia aziendale, stai a vedere che presentano qualche caso clinico interessante!

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eppure succede!

Ottobre 5th, 2011 by admin

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E’ possibile a 11 anni rompere il tendine rotuleo calciando un pallone? Io avrei risposto di no, il punto debole dell’ apparato locomotore in età giovanile è di certo la cartilagine di accrescimento ed ho visto diverse avulsioni dell’ apofisi tibiale. La stessa cosa hanno pensato a Bologna, quando un ragazzino di 11 anni appunto si è presentato con i suoi genitori ed un referto medico accompagnato da risonanza con diagnosi di rottura del rotuleo. Non può essere, non ci è mai capitato (c’è sempre una prima volta…), chi è questo somaro, clinicamente non sembra (vi assicuro che la diagnosi di rottura del rotuleo era pressochè certa già alla visita) la risonanza è sbagliata ecc.ecc. E allora facciamo un’ altra risonanza da noi che siamo bravi. Morale: intervento immediato di tenorrafia, sicuramente un successo perchè loro sono bravi, ma molto poco corretti!

P.S.: se qualcuno trova in letteratura un caso simile me lo segnali per favore.

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