Ottobre 24th, 2011 by admin
Ho partecipato pochi giorni fa al congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione a Reggio Calabria ed ho avuto la conferma ufficiale della nascita di una nuova moda in campo sanitario: il medico manager. Non si discute più di casi clinici, di nuove terapie, di studi sperimentali. No! Si parla di budget, di management, di strategie amministrative, di gestione delle risorse umane, di lettura dei bilanci e devo dire la verità, la cosa non è ridicola, è allarmante! Gente che ha una laurea in Medicina e Chirurgia, non in Economia Aziendale e lavora da anni in Ospedale o in Clinica con l’ unica incombenza finanziaria di controllare ogni mese l’ esattezza della propria busta paga deve amministrare soltanto i propri pazienti. Qualcuno però ha deciso che non va bene, oggi si devono contemporaneamente salvaguardare bilancio e salute e come sempre avviene si fanno male tutte e due le cose! Comunque mi sono iscritto ad un convegno di economia aziendale, stai a vedere che presentano qualche caso clinico interessante!
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Ottobre 5th, 2011 by admin
E’ possibile a 11 anni rompere il tendine rotuleo calciando un pallone? Io avrei risposto di no, il punto debole dell’ apparato locomotore in età giovanile è di certo la cartilagine di accrescimento ed ho visto diverse avulsioni dell’ apofisi tibiale. La stessa cosa hanno pensato a Bologna, quando un ragazzino di 11 anni appunto si è presentato con i suoi genitori ed un referto medico accompagnato da risonanza con diagnosi di rottura del rotuleo. Non può essere, non ci è mai capitato (c’è sempre una prima volta…), chi è questo somaro, clinicamente non sembra (vi assicuro che la diagnosi di rottura del rotuleo era pressochè certa già alla visita) la risonanza è sbagliata ecc.ecc. E allora facciamo un’ altra risonanza da noi che siamo bravi. Morale: intervento immediato di tenorrafia, sicuramente un successo perchè loro sono bravi, ma molto poco corretti!
P.S.: se qualcuno trova in letteratura un caso simile me lo segnali per favore.
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Settembre 20th, 2011 by admin

Ho avuto modo (ringrazio il presidente dr Giorgio Caraffa) di prendere parte ai lavori di un importante convegno sulla riabilitazione organizzato dalla SIMFER a Macerata il 16 e 17 settembre. La domanda alla quale si è tentato di rispondere il secondo giorno è già stata posta tante volte: c’ è evidenza scientifica sulla validità delle terapie fisiche e di conseguenza è opportuno prescriverle? No, non c’è evidenza scientifica ed allora sarebbero inutili? Ho trovato qualcuno d’ accordo con me sul fatto che non esiste solo la scienza, ma anche l’ esperienza, la pratica il dialogo con il paziente e tutto questo a volte può capovolgere i risultati di tanti studi rigorosi. In altri termini, se la maggior parte delle distorsioni di caviglia riferisce dopo tecarterapia di sentirsi meglio, come si fa a dire che è inutile, che è solo un fatto psicologico? Ecco, forse la maggior parte dei lavori tralascia un fatto fondamentale: registra solo parametri oggettivi, non apre alle sensazioni, alle impressioni del paziente, evidenza non scientifica, ma forse più importante!
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Agosto 30th, 2011 by admin

Qualcuno potrebbe pensare ad una barzelletta, ma vi assicuro che non lo è! Ve la racconto. Viene a visita una ragazza che si era procurata da tempo una distorsione di caviglia; solita trafila al Pronto Soccorso, radiografia, visita ortopedica veloce, stecca e divieto di carico per una ventina di giorni. La caviglia non si sgonfia ed allora pareri e teorie varie, finchè uno dei luminari consultati non consiglia un’ ecografia che svela , udite udite, un versamento articolare (da anni dico che l’ ecografia dopo distorsione di caviglia è assolutamente inutile, ma non mi credono). Seguono terapie varie ed articolate, ma siccome il problema (vi dico la conclusione) è un impingement fibroso sottomalleolare esterno confermato dalla RM e pertanto di competenza chirurgica, i risultati sono nulli. Fino ad ora tutto regolare, siamo abituati a sentire storie di pazienti che hanno la fortuna di incontrare grandi professionisti nel loro cammino terapeutico. La vera chicca è questa: uno dei luminari, addirittura un dottore a detta della ragazza (d’ altra parte oggi chi non è dottore?), le avrebbe consigliato un tutore da portare sempre durante la notte perché il massimo del rischio per la sua caviglia era proprio durante il sonno, quando il peso delle coperte avrebbe potuto provocarle ripetute distorsioni. La ragazza ha dormito per tre mesi col tutore. Comico? Oppure triste? Fate voi!
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