Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

cortisone

Agosto 17th, 2010 by admin

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Ancora una volta mi capita di prescrivere una terapia cortisonica ad un paziente affetto da cervicobrachialgia ed ancora una volta il paziente mi chiama perché qualcuno (in questo caso il medico di famiglia) lo allarma sulla micidiale pericolosità di quella categoria di farmaci e gli suggerisce di pensarci su non due, ma tre-quattro volte; molto meglio assumere dei “normali” antiinfiammatori. Io non so da cosa derivi questa fobia del cortisone; è vero, gli effetti collaterali anche gravi possono essere molti, ma parliamo di terapie lunghe (mesi o anni) ed a dosaggi spesso elevati. In caso di cervicobrachialgia o lombosciatalgia acuta, quando la sintomatologia radicolare dolorosa diventa invalidante l’ esperienza mi ha portato a concludere che l’ antiinfiammatorio “normale” ha poco effetto, anche ad alte dosi e per lunghi periodi, mentre il cortisonico spesso risolve il quadro, a dosi ben al di sotto delle massime e per tempi di 7-15 giorni (naturalmente ci sono le eccezioni!). E allora, meglio prescrivere un antiinfiammatorio “normale” (chissà poi cosa avrà di anormale il cortisone) ad alte dosi e per lungo tempo con molte probabilità che abbia scarso effetto e provochi i ben noti danni gastro-intestinali, oppure consigliare l’ assunzione di un cortisonico a dosaggi progressivamente abbassati per una decina di giorni con molte probabilità di una risoluzione o almeno riduzione del dolore, meno probabilità di effetti avversi e soddisfazione del paziente? Decidete un po’ voi…

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il supermercato

Agosto 3rd, 2010 by admin

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E’ un argomento di cui ho già parlato, ma mi sta troppo a cuore e poi mi piace essere come Don Chisciotte contro i mulini a vento, affrontare battaglie perse in partenza, essere considerato un illuso…L’ altro giorno arriva in studio l’ ennesima telefonata di qualcuno che voleva informazioni sui prezzi perché doveva decidere se fossero “opportuni e convenienti” ; alla risposta che aveva sbagliato numero perché non stava parlando con un supermercato e pertanto doveva rivolgersi altrove è rimasto stupito, ha chiesto le motivazioni ed ha parlato di maleducazione. A parte il fatto che ognuno a casa sua fa come vuole e non dovrebbe essere tenuto a spiegare le proprie regole, il motivo di tanta “maleducazione” è semplice: io non voglio pazienti il cui unico parametro di scelta è il costo; il mio paziente mi sceglie perché ha fiducia, non perché risparmia (e poi non sono così esoso!). La considerazione è che se tutti telefonano per chiedere i prezzi qualcuno (quasi tutti) li comunica, magnificandone spesso la convenienza (l’ idiozia della corsa al ribasso) ed ecco che non si capisce come sia possibile che una voce possa rispondere di andare da un’ altra parte. …E pensare che una volta la professione sanitaria era considerata la più nobile!

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senza parole!….continua

Luglio 22nd, 2010 by admin

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…la responsabilità è senza dubbio dell’ ortopedico che ha semplicemente prospettato l’ atto chirurgico come risolutore di tutto tanto che quella madre ha pensato di aver fatto fare anche troppa riabilitazione e forse il mare sarebbe stato più utile al ginocchio. Io personalmente non ho più voglia di confrontarmi con colleghi che continuano a dire per ogni patologia “l’ importante è che fai nuoto; vai in piscina o al mare ed è quella la riabilitazione…”perché nulla è più inesatto, ma nulla è più piacevole e meno impegnativo; mi spiego: un conto è dire ad un paziente che l’ intervento in sé è solo la minima parte e che una riabilitazione ben fatta, anche se lunga, difficile e dolorosa è OBBLIGATORIA per un risultato ottimale e duraturo (cioè la verità), un conto è invece dire che l’ importante è l’ intervento, poi sole, mare e piscina. Voi sareste più motivati ad operarvi nel primo o nel secondo caso? E allora cari chirurghi, anche se mi rendo conto che oggi contano solo i numeri, cercate di spiegare alle mamme che i loro figli operati di ricostruzione del legamento crociato anteriore (o di qualsiasi altro intervento) dovrebbero prioritariamente fare riabilitazione e poi, se c’è tempo, andare al mare… anche se il concetto è impopolare!

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senza parole!

Luglio 7th, 2010 by admin

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Dialogo (reale) tra un terapista che sta seguendo un ragazzo di 17 anni operato di ricostruzione del legamento crociato antreriore da 20 giorni e sua madre:….”signora, suo figlio sta andando bene, ma ha fatto solo 5 sedute di riabilitazione, non è ancora guarito e a mio avviso dovrebbe continuare!”; “ma no, basta, lo vedo camminare, ormai è a posto e poi mi sono organizzata per il mare e ci siamo stufati, fa caldo!”; “signora, mi permetto di insistere, il ginocchio non può essere a posto dopo 20 giorni da un intervento come questo, deve assolutamente proseguire la rieducazione, così avrà problemi sicuramente…”; ”guardi, ho parlato anche col chirurgo, mi ha detto che va bene così e di proseguire con il nuoto al mare”; “ma signora, suo figlio mi ha detto ch non sa nuotare!”….
Il commento nel prossimo articolo, intanto riflettete: chi è più pazzo, il ragazzo, la madre o il chirurgo? Io un’ idea ce l’ho!

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