Dr Giorgio Del Gobbo
Dr Giorgio Del Gobbo | Traumatologia e Riabilitazione

attenzione e sci

Gennaio 19th, 2012 by admin

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Se fino a qualche anno fa l’ attenzione nello sci era rivolta ad una buona preparazione fisica, per cui la prevenzione degli infortuni consisteva soprattutto nell’ allenare gli arti inferiori con esercizi di rinforzo muscolare e di propriocezione (la famosa ginnastica presciistica), oggi non basta più.
Così come negli ultimi anni, anche in questo primo scorcio di stagione invernale il numero di infortuni da sci causati da collisione è in deciso aumento e sono spesso infortuni molto gravi. Il motivo? Semplice, l’ incremento esponenziale di sciatori che non sanno sciare ma riempiono comunque le piste più impegnative e di conseguenza non possono controllare la conduzione della discesa. Perchè? Perchè fare una cosa che non è alla tua portata e non solo non può divertirti, ma mette in pericolo la salute tua e degli altri? Perchè oggi se non fai una settimana bianca e non fai le “nere” sei tagliato fuori, un relitto della società, un uomo da buttare…. Intanto grazie a tutto questo le piste stanno diventando delle strade con una regolamentazione precisa e tra poco incontreremo dei vigili della neve che faranno multe e saremo costretti a prendere una patente adeguata. Per il momento prestate la massima attenzione e guardatevi bene intorno, potrebbe piombarvi addosso un ragionier Rossi che non sa frenare!

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lussazione sottoastragalica

Gennaio 4th, 2012 by admin

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Ancora un caso raro: la perdita completa dei rapporti articolari tra astragalo, calcagno e scafoide, lussazione sottoastragalica. Il ragazzo, giocatore di basket, al momento di effettuare un cambio di direzione, urtava il piede di un avversario e probabilmente intraruotava ed iperestendeva il mesopiede; fatto sta che si trovava a terra con il piede completamente disassiato  rispetto alla caviglia, tanto da far pensare inizialmente ad una frattura. Trasportato subito all’ Ospedale, la radiografia rivelava la lussazione senza frattura (spesso le due entità si associano); si procedeva pertanto alla riduzione che avveniva facilmente ed alla successiva immobilizzazione . La cosa da rilevare è l’ immediato gonfiore conseguente alla manovra riduttiva che lascia pensare ad un ricanalizzazione del circolo (arteria tibiale posteriore) probabilmente bloccato fino a quel momento dallo sconvolgimento dell’ anatomia locale, ipotesi confermata dal pallore e dalla diminuzione di temperatura dell’ avampiede fino a quel momento. Sottoposto a Risonanza Magnetica dopo tre settimane dal trauma (non si sono rilevate alterazioni ossee, ma un’ area di alterato segnale in corrispondenza del legamento a siepe), il ragazzo ha iniato la rieducazione, sta andando bene e siamo certi che tornerà presto in campo.

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bone bruise e bone marrow edema

Dicembre 4th, 2011 by admin

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L’ ampio utilizzo della risonanza magnetica ha permesso di evidenziare patologie ossee misconosciute in quanto non visibili ai comuni esami radiografici; fra queste il bone bruise ed il bone marrow edema sono in assoluto le più frequenti. Il primo è espressione quasi sempre di un evento traumatico acuto che scarica una grande forza compressiva su un segmento osseo, risulta identificabile come un’area focale di anormalità del segnale a livello midollare, riconducibile a microfratture trabecoleari, contestuali ad una situazione edematosa ed emorragica intramidollare, senza che peraltro sia evidenziabile una distruzione della corticale ossea o della cartilagine articolare. Il termine stesso di “bruise” (contusione) , sta ad indicare l’origine traumatica dell’alterazione strutturale del midollo osseo, che si presenta come una regione di ipointensità di segnale nelle sequenze T1 pesate e di iperintensità nelle sequenze T2 pesate e STIR (Short T1 Inversion Recovery). Dai primi anni ’80 in poi, il fenomeno è stato associato in modo sempre più crescente ai danni di origine traumatica a livello dell’articolazione del ginocchio ed in particolare alle lesioni del LCA. Sempre nell’ambito della traumatologia sportiva, sono comunque frequenti, anche se in proporzione quantitativamente minore, fenomeni di bone bruise in associazione ad eventi traumatici a livello dell’articolazione coxo-femorale e tibio -astragalica;il suo vero significato clinico ed i suoi esatti tempi di risoluzione appaiono ancora piuttosto incerti anche se indubbiamente può essere associato alla persistenza di una sintomatologia algica non altrimenti spiegabile. La sindrome del “bone marrow edema”, non presenta un eziologia di tipo traumatico ed è di maggior riscontro a livello dell’articolazione coxo-femorale e del femore prossimale. Era stata considerata inizialmente come una forma di osteoporosi transitoria, ma oggi ha assunto una propria identità, sia clinica che radiografica, ben precisa. Tuttavia l’eziologia non è attualmente ancora nota, anche se diversi Autori, come causa primaria, avanzano l’ipotesi di un ischemia transitoria dell’osso spongioso. Le alterazioni di maggior rilievo sono costituite, da un punto di vista anatomo-patologico, da necrosi a carico delle cellule adipose e del midollo emopoietico, nonché da un contemporaneo aumento dei fluidi extracellulari contestuale alla presenza di tessuto di natura fibrovascolare, caratteristico di una situazione edematosa. Come nel caso del bone bruise, anche il bone marrow edema appare alla RM come una zona di ipodensità di segnale nelle sequenze T1 pesate e di iperdensità nelle sequenze T2 pesate. La sintomatologia è di tipo algico-disfunzionale e la sua risoluzione è in genere spontanea in un periodo compreso tra i 6 ed i 9 mesi; il trattamento è in genere sintomatico, anche se ultimamente è stata considerata l’efficacia della terapia iperbarica

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Aggiornata area download

Novembre 28th, 2011 by admin

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Nuovi lavori riferiti alle patologie dell’anca nell’area download:
L’Artroscopia dell’anca: indicazione e relive surgery - dr G. Caraffa e dr R. Di Matteo
L’anca dolorosa pediatrica - dr M. Peroni

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